Trattamento dei dati personali: come tutelarsi in caso di violazione

Come è possibile tutelare i propri dati personali in caso di violazione? Il GDPR fornisce diverse strade, dal reclamo all'inoltro di una segnalazione e, in alcuni casi, la procedura ha un costo.

Il GDPRRegolamento generale sulla protezione dei dati, è il regolamento che diventerà efficace a partire dal 25 maggio del 2018 finalizzato a favorire il corretto trattamento dei dati personali. Esso garantisce la tutela civile e penale in questo ambito, prevedendo – per chi si rende protagonista di violazioni sanzioni variabili a seconda della loro gravità (ammonizioni o multe).

Come tutelare i dati personali

Per tutelare i dati personali in caso di violazione secondo il Regolamento generale sulla protezione dei dati, la persona che pensa di essere vittima di una violazione dei propri diritti ha la possibilità di rivolgersi al titolare del trattamento nel modo che ritiene più opportuno: via fax, tramite posta elettronica, con raccomandata, e così via.

Lo stesso si può fare per rivolgersi al responsabile dei dati.

La risposta deve essere fornita entro 15 giorni; in alternativa può arrivare entro 30 giorni ma solo se nei primi 15 giorni si è provvisto a comunicare il ritardo al soggetto interessato. Quest’ultimo, poi, si può rivolgere all’autorità giudiziaria o all’autorità di controllo sia nel caso in cui non riceva alcuna risposta, sia nel caso in cui reputi non soddisfacente la risposta che gli viene fornita.

Il reclamo per la violazione dei diritti in materia di protezione dei dati personali

Chi ha intenzione di tutelarsi in caso di violazione della normativa relativa al trattamento dei dati personali può rivolgersi al Garante per la Protezione dei Dati Personali solo in alternativa al giudice ordinario: in altre parole, dopo che si è andati dal Garante non ci si può rivolgere al giudice ordinario, a meno che non si voglia intentare un ricorso.

Al Garante deve essere presentato un reclamo in cui deve essere descritta la violazione. In particolare, vanno indicati in modo dettagliato i fatti per i quali si sta inoltrando reclamo, segnalando quali norme si pensa siano state violate e specificando che tipo di provvedimento si richiede.

Il reclamo, però, non è gratuito: per presentarlo, infatti, è necessario pagare 150 euro, somma relativa ai diritti di segreteria.

Ogni persona può tutelare i propri dati personali, in primo luogo, esercitando i diritti previsti dal GDPR
Ogni persona può tutelare i propri dati personali, in primo luogo, esercitando i diritti previsti dal GDPR

I provvedimenti per la violazione dei diritti in materia di protezione dei dati personali

Una volta che il procedimento amministrativo è arrivato a conclusione, viene emanato dal Garante un provvedimento in cui viene imposto il blocco di un trattamento ritenuto non corretto o non lecito; in alternativa possono essere prescritte le misure che devono essere seguite per fare in modo che il trattamento dei dati risulti in linea con quanto previsto dalle disposizioni di legge.

La segnalazione per la violazione dei diritti in materia di protezione dei dati personali

Un’altra strada che è possibile percorrere nel caso in cui si pensi di essere vittime di una violazione della normativa sul trattamento dei dati personali consiste nell’inoltrare una segnalazione: il vantaggio, in questo caso, è che non c’è bisogno di pagare i diritti di segreteria.

Attraverso questo atto il Garante viene sollecitato a svolgere un controllo sull’effettiva applicazione della normativa: ovviamente devono essergli forniti tutti gli elementi che gli permettano di intervenire, ma non è richiesta una dettagliata descrizione dei fatti. In pratica, si deve scegliere la segnalazione al posto del reclamo in tutte le situazioni in cui non si può contare su elementi circostanziati.

Dopo l’istruttoria, i provvedimenti che possono essere emanati dal Garante in seguito a una segnalazione sono gli stessi previsti per i reclami.

Il ricorso per la violazione dei diritti in materia di protezione dei dati personali

Infine, se l’istanza non ottiene una risposta entro 15 o 30 giorni, il soggetto interessato può presentare ricorso: tale strada può essere percorsa unicamente a condizione che non sia stata già adita l’autorità giudiziaria.

Anche in questo caso è previsto il pagamento dei 150 euro per i diritti di segreteria.

Contro il provvedimento si può proporre opposizione all’autorità giudiziaria.

Trattamento illecito di dati personali: la tutela civile e penale

Nell’eventualità in cui il trattamento avvenga in maniera illecita, sono previste sanzioni sia sotto il profilo civile che sotto il profilo penale.

Nel primo caso, è previsto il diritto al risarcimento dei danni per il soggetto leso, sempre che il titolare del trattamento non sia in grado di dimostrare che non possa essere imputato a lui l’evento dannoso.

Nel secondo caso, il trattamento illecito è punito con un periodo di reclusione da un minimo di 6 a un massimo di 18 mesi (fino a 24 mesi se i dati vengono anche diffusi o comunicati).

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